Premessa: “emotionally unavailable“, o “emozionalmente non disponibile” non vuol dire “impegnato”. Sono due condizioni diverse come il sole e la luna: la seconda descrive una persona emozionalmente disponibilissima – o così si spera – ma solo nei confronti del suo compagno; la prima indica una se non altro temporanea non disponibilità alle emozioni, cioè incapacità di amare anche se lo si volesse.

Sfortuna, ma anche una certa logica, vuole che i non emozionalmente disponibili – diciamo pure gli uomini, al novanta per cento sono uomini – siano in realtà i più papabili e contesi sulla piazza; affascinanti, affermati, brillanti, sicuri di sé, misteriosamente single.

Li incontriamo e pensiamo: mica saranno davvero non disponibili alle emozioni. È che era il momento sbagliato, hanno avuto un’infanzia difficile, non hanno conosciuto la donna giusta – cioè noi, ovviamente. E così ci ritroviamo invischiate in mezze relazioni che finiscono senza scampo col mangiarci il fegato. Eppure loro sono stati chiari fin dall’inizio: nessun coinvolgimento sentimentale. Li abbiamo ascoltati? Giammai.

Un primo consiglio allora, da una che ci ha già sbattuto il muso in passato. Se l’uomo brillante e superfascinoso si dichiara non innamorabile, credetegli: ne ha incontrate mille come voi, ci avrà pure provato a innamorarsi o a giocare la parte del fidanzato, e pace, se ha capito che non gliela fa non gliela fa. Però, se invece siete delle gran testone, vi piacciono le sfide o avete deciso che o è lui o è morte, accertatevi se non altro di avere gli strumenti giusti per imbarcarvi nell’impresa. Vi servono:

Sicurezza di voi stesse. È una regola che vale sempre, ma soprattutto in questo caso: mai, mai, mai mettere in discussione il vostro valore – soprattutto in caso di insuccesso. Siete state avvisate: se avete deciso di provarci lo stesso, dovete guadagnare lo stato mentale del ragazzino che sta cercando di far volare un aquilone in un giorno senza vento – magari poi il vento viene, ma se non viene si gioca ad altro, eh?

Pazienza. Più che una guerra avete iniziato una partita di Risiko: scordatevi di ottenere risultati in tempi brevi. Fare innamorare una persona che si dichiara incapace di farlo è un po’ come cercare di convertire un carnivoro al veganesimo: difficile che succeda dall’oggi al domani. O meglio: o vi va da dio, si innamora subito e bòn, o l’unica cosa che può salvarvi è il terzo strumento:

Una vita. Ecco la condizione imprescindibile per tentare di conquistare un sentimentalmente non disponibile: avere una vita vostra, possibilmente più fantastica della sua. Mettete subito in chiaro, anticipandolo se vi riesce, che siete allergiche a qualunque tipo di impegno; fatevi un’idea dei suoi interessi e non proponete uscite o viaggi a meno che non siano brillanti anche per lui; portatelo, se ne avete, nei locali dove tutti vi adorano e vi conoscono come una persona supercool; organizzate serate divertenti e viaggi lastsecond in Guatemala – qualunque cosa esclusivamente vostra che vi renda ai suoi occhi interessante e irraggiungibile.

Una fatica pazzesca? Certo che sì. Però se ci pensate può essere un addestramento molto utile; mal che vada, ci avrete guadagnato un carnet di esperienze interessanti. Ed è altamente probabile che, durante il vostro viaggio in Guatemala, qualcuno di emozionalmente più available vi noti e si innamori di voi. Sai che soddisfazione, al ritorno, raccontarlo all’iceberg?

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