Nonostante io ami la natura, le passeggiate e tutti gli sport all’aria aperta, non mi è mai capitato di abbracciare un albero!

Già proprio così, fino a quando, in un momento particolarmente triste una persona amica mi ha detto: ora esci di qui e corri ad abbracciare un albero!

Sperando che nessuno mi prendesse per pazza mi sono addentrata nel parco sotto casa con gli occhiali da sole per nascondere le lacrime e una volta controllato che nessuno potesse identificarmi, mi sono avvicinata e…. L’ho abbracciato, lui, l’albero!!

Ma la vera domanda è: perché un albero? Perché la natura?

Allontanarsi dal caos della città, dallo squillare di cellulari e promemoria per immergersi nel verde selvatico dei boschi, per toccare, annusare, abbassa lo stato di stress fisico e mentale.

La fatica fisica è ben diversa dallo stress e anzi aiuta la mente a concentrarsi su un obiettivo fisico da raggiungere e fa dimenticare i pensieri ossessivi o spiacevoli che assillano la nostra routine.

Nel 1845 Henry David Thoreau si ritirò nei boschi per capire la sua vita, motivando questa esperienza come un allontanamento dalla corruzione che viveva nella società ( “Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto” da “Walden, Vita nei boschi”, 1854).

Questo libro, ancora oggi molto interessante, ci spiega come la natura gli aveva permesso, di mettere a fuoco le sue idee e di tornare con un progetto chiaro, con una sua poetica su come vivere.

Anche oggi piccole comunità si allontanano per vivere immerse nel verde, lontane dalla tecnologia e da una società ritenuta non adatta all’uomo. Sembrerebbe quindi, che rinunciare alla tecnologia, a cui tutti siamo legati, crei un nuovo benessere interiore al contempo anche stimolante per definire nuove idee, progetti, modi di vivere.

Illusioni o scienza?

C’è dello scientifico nel benessere che si prova ad allontanarsi dal vivere dell’uomo tecnologico per una riscoperta del verde, nell’immersione in uno spazio senza connessioni (tecnologiche) e senza profili da aggiornare?

Sembrerebbe di sì secondo studi recenti: Matthew Silvestone, esperto di economia e business, nel testo ” Blinded by Science”, spiega come il semplice contatto con le piante,  l’abbraccio con un albero, possano renderci più sani grazie alle loro vibrazioni, capaci di influenzare la nostra biologia. “Stare a contatto con la natura può contribuire in modo significativo a migliorare le capacità mentali e il nostro benessere.”

A quanto pare, gli alberi sono in grado di andare ben oltre le loro funzioni base come fornire ossigeno. Silverstone mostra come i bambini siano particolarmente colpiti dalla potenza degli alberi.

Dopo svariate ricerche, sono stati riscontrati miglioramenti fisiologici e psicologici quando i bambini interagivano, non solo con gli alberi, ma anche con le piante. C’era un netto miglioramento emotivo e cognitivo in presenza di ambienti verdi.

Si è notato inoltre, un incremento della loro creatività: Silverstone ha dimostrato che sono le proprietà vibrazionali di piante e alberi ad apportare questi benefici. Egli spiega che tutto ha una vibrazione e l’insieme di vibrazioni ha effetti sul comportamento e sulle funzioni vitali del corpo.

Allora, se è vero che l’amore è il sentimento che più ci fa stare bene, in attesa dell’amore vero immergetevi nel magico mondo della natura. Se invece l’avete trovato, fatelo insieme.

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